Luglio 5, 2021

5 tattiche per ripulire la tua mailing list

Tempo di lettura: circa 8 min
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Creare una lista contatti è solo il primo step nella strategia di un buon marketer. Per mantenere un buon tasso di coinvolgimento e una buona deliverability, devi assicurarti di mantenere la tua mailing list sempre pulita.

La tua mailing list è pulita? Anche se pensi che lo sia, sicuramente la risposta è no.

L’obiettivo di avere una mailing list è quello di inviare delle informazioni a delle persone reali che hanno chiesto di ricevere i tuoi messaggi. Sembra scontato vero? I contatti si iscrivono tramite il modulo d’iscrizione per ricevere i tuoi messaggi e quindi ovviamente una volta che riceveranno le tue email le apriranno.

Purtroppo non è sempre così. Potrebbero esserci degli elementi che stanno influenzando la salute della tua mailing list e stanno danneggiando il tuo engagement rate.

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Quando pulire la mailing list

Come fare a capire se è arrivato il momento di pulire la mailing list? Molti marketer concentrano i loro sforzi nella creazione di nuovi lead e quindi cercano di fare iscrivere quante più persone possibile alle proprie liste. In teoria ha senso perché si cerca di raggiungere un pubblico il più vasto possibile.

Tuttavia non è sempre una buona idea quella di pensare solo alla crescita esponenziale delle proprie liste. Dopotutto non ti interessa avere una mailing list piena di contatti che non sono interessati realmente ai tuoi prodotti. Una mailing list cosÌ composta è solo una perdita di tempo e danneggia la reputazione del tuo mittente perché invierai le tue campagne a contatti che non sono interessati.

Per assicurarti di inviare a persone che vogliono ricevere davvero le tue email, devi verificare:

  • Engagement rate: se il tasso di apertura e di clic delle tue campagne email è molto basso è possibile che all’interno della tua mailing list si nascondano contatti di cattiva qualità
  • Tasso di reclami: le segnalazioni come spam e le disiscrizioni sono un chiaro segno che la mailing list non è pulita. Questi risultati indicano che i tuoi contatti non sono soddisfatti delle tue email e molti di loro non sono interessati alle tue offerte.
  • Deliverability: una cattiva deliverability può essere la conseguenza di una mailing list non ottimizzata. In questo caso o registri un alto tasso di hard bounce (generati da contatti non più esistenti, email con errori di battitura) o hai un basso engagement rate. Che sia per una ragione o per un’altra il tuo sender score si è abbassato.

Se stai riscontrando problemi con queste metriche molto probabilmente dovresti implementare una strategia per ripulire la tua mailing list ed eliminare i contatti che non dovrebbero più essere presenti nella tua lista.

5 tattiche per mantenere la tua mailing list pulita

1. Crea la tua mailing list, non comprarla

Se pensi che comprare mailing list contatti faccia crescere velocemente il tuo business, ti stai sbagliando di grosso e stai intaccando la produttività della tua attività.

In Europa l’acquisto di mailing list è sanzionato dalla normativa sulla protezione della privacy GDPR. Questa normativa tutela i consumatori e evita che i loro dati vengano distribuiti tra le aziende senza il loro consenso. Se si usano questi tipi di liste si incorre a sanzioni molto salate.

Inoltre, inviare email a contatti non opt-in può comportare un basso engagement rate, il ché è assolutamente controproduttivo per la tua azienda perché può rovinare la tua deliverability impattando negativamente sulla tua reputazione di dominio e IP. In questo modo tutte le comunicazioni che invierai in seguito verranno consegnate direttamente nella cartella spam.

2. Ripulisci la tua mailing list da hard e soft bounce

Ogni marketer passa molto tempo ad ideare e creare una campagna email e ovviamente vorrebbe che i suoi contatti la ricevessero e che cliccassero nei CTA (call to action). Purtroppo se la mailing list non è stata ripulita può capitare che le email non vengano consegnate. Un’email che non si riesce a consegnare genera un “bounce” o rimbalzo.

I bounce si distinguono in due categorie: hard bounce e soft bounce.

via GIPHY

L‘hard bounce è generato da un’email che non viene consegnata perché l’indirizzo email non è valido.
Per indirizzo non valido si intende un indirizzo che presenta degli errori di battitura come per esempio @gmeil.com, @gmil.com oppure un indirizzo che un contatto non usa da molti anni e che quindi è stato disattivato. Questi tipi di indirizzi spesso vengono usati per creare delle spam trap e permettono agli enti di protezione di riconoscere gli spammer che hanno acquistato i database. Tutti gli indirizzi email che generano un hard bounce dovrebbero essere rimossi per evitare che influiscano sul tasso di consegna delle tue email future. Fortunatamente, Sendinblue li rimuove automaticamente per te blacklistando il contatto che ha generato un hard bounce. In questo modo questo contatto non verrà più selezionato nelle tue liste d’invio.

I soft bounce invece, vengono generati quando un’email non è stata consegnata a causa di un problema temporaneo come per esempio un problema del server o semplicemente una casella di posta piena. Se registri diversi soft bounce per un certo indirizzo email, probabilmente non è una buona idea continuare a conservarlo nella tua mailing list, ma sarebbe meglio blacklistarlo.

3. Ripulisci la tua mailing list dai contatti generici

Nelle aziende spesso vengono creati degli indirizzi email generici che permettono a tutti i membri di un team di accedere e il controllare un’unica casella di posta. Questi indirizzi sono per esempio: info@esempio.com, info@nomeazienda.com, contact@nomeazienda.com e così via…

Quando si crea una campagna il contenuto risponderà ai bisogni dei contatti che compongono il proprio database. Se però il tuo database è composto da indirizzi generici, vuol dire che non sai chi riceverà e aprirà la tua email quindi non puoi sapere se chi aprirà sarà interessato al suo contenuto. Il rischio è quello di essere segnalato come spam oppure che chi la riceverà, cestinerà l’email senza nemmeno aprirla.

Un altro problema che puoi riscontrare con gli indirizzi generici è quello della mancata consegna della tua newsletter. Infatti questi tipi di indirizzi hanno un filtro antispam che blocca la maggior parte delle email in entrata.

Il risultato è che il tuo lavoro non solo sta andando sprecato ma stai anche danneggiando il tuo business facendo abbassare la tua reputazione d’invio. Il nostro consiglio quindi è quello di rimuovere questo tipo di indirizzi o provare a sostituirli con degli indirizzi personali che ti aiutano a raggiungere direttamente i tuoi contatti. Potrai vedere immediatamente un migliore coinvolgimento, quindi un migliore tasso di lettura delle tue email e la tua reputazione d’invio migliorerà visibilmente.

4. Chiedi nuovamente il consenso

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Esaminiamo insieme il seguente scenario. Nell’ultimo periodo, nonostante tu abbia ripulito la tua mailing list dai contatti generici, abbia blacklistato i contatti che avevano generato hard bounce e soft bounce, hai notato che i tuoi tassi di lettura si sono abbassati. Eppure la tua reputazione mittente e il tuo IP godono di buona salute.
All’apparenza va tutto bene. Allora cosa succede?

È possibile che la tua mailing list sia un po’ vecchia e i tuoi contatti abbiano dimenticato di aver effettuato l’iscrizione o semplicemente abbiano cambiato idea e non sono più interessati ai tuoi contenuti.

Se pensi che questo scenario corrisponda alla tua attuale situazione continua a leggere e scoprirai come fare per ripulire la tua mailing list.

Anche se hai investito molto tempo e denaro per raccogliere i contatti per la tua mailing list, è arrivato il momento di lasciare andare, proprio come nelle migliori storie d’amore, quei contatti che non sono più interessati e concentrarti su chi lo è ancora.
Per farlo devi creare una newsletter per chiedere ai contatti un nuovo consenso.

Sendinblue ti permette, in piena conformità con la normativa sulla privacy, di inviare un’email che registrerà il consenso dei tuoi contatti attraverso un semplice clic.
Non dovrai far altro che creare una campagna e inserire al suo interno un pulsante. Clicca qui per consultare la nostra guida e creare la tua email che ti permetterà di chiedere nuovamente il consenso ai tuoi contatti.

5. Crea un form double opt-in

Inizia col piede giusto a creare la tua mailing list aggiungendo al tuo sito web o e-commerce un form d’iscrizione double opt-in. Un modulo d’iscrizione double opt-in invia due email:

  • la prima email: è l’email di conferma iscrizione
  • la seconda email: è l’email che richiede al contatto di compiere un’azione, quella di cliccare cioè su un pulsante per confermare di voler essere iscriversi alla tua mailing list.

Le piattaforme di email marketing registrano questa azione e permettono di mantenere una prova della conferma da parte del contatto. In questo modo da una parte sarai conforme al GDPR, dall’altra sarai sicuro di creare una mailing list composta da contatti che non aspettano altro che ricevere la tua newsletter.

Conclusioni

Le tattiche per mantenere pulita la tua mailing list sono molto semplici e se le seguirai riuscirai ad ottimizzare gli invii della tua newsletter.

Per aiutarti a mantenere la tua mailing list pulita crea un account gratuito Sendinblue, potrai inviare gratis fino a 9000 email al mese!

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